CONFRONTARE

      • Abbi oltremodo per certo e non dubitare in alcun modo, che il campo di Dio è la Chiesa cattolica, e nel suo recinto sono contenuti, sino alla fine del mondo, la paglia assieme al grano, cioè si mischiano, nella comunione dei sacramenti, buoni e cattivi; e in ogni ufficio,sia di chierici, come di monaci o di laici, ci sono, insieme, buonie cattivi... Alla fine del mondo, per certo, i buoni dovranno essere separati dai cattivi anche nel corpo, quando verrà Cristo col«ventilabro in mano e pulirà la sua aia e ammasserà il suo grano nel granaio, e brucerà la paglia col fuoco inestinguibile»(Mt 3,12)... i cattivi bruceranno sempre col diavolo, i giustiinvece regneranno senza fine con Cristo (S. Fulgenzio di Ruspe, Defide ad Petrum, 86).

      • Alla sera della vita saremo esaminati sull’amore (S. Giovanni della Croce).

ADORARE

Nel deserto di questo mondo,

ci sono delle voci, Signore Gesù,

che c’invitano a volgerci verso di te,

ci gridano che tu sei vicino.


Nel deserto del cuore,

sovente, Signore, tu vieni,

e dolcemente ci induci a rivolgerci verso di te.


Vogliamo forse fare i duri d’orecchio?

Resteremo senza risposta?

Ci rifiuteremo di aprire la porta

e di fare un po’ di spazio sotto il nostro tetto?


Nel deserto che a volte si fa strada in noi,

quando la speranza se ne va, Signore Gesù,

la tua voce può farsi insistente;

noi non l’accoglieremo come un grande tesoro?


Signore Gesù, apri i nostri occhi alla tua luce;

rendi le nostre orecchie pronte ad accogliere la tua Parola;

donaci il tuo Santo Spirito,

è il tuo fuoco che riscalda più di tutti i soli di quaggiù.


Alloranoi ci volgeremo verso di te

per una vita senza fine,

per una comunione eterna.


               Donazioni

Parrocchia: IT27K0306909606100000060715

Caritas:      IT32O0306909606100000060719

C.F. CASA NAZARETH; 07213260016;

C.F. ASD Oratorio San Filippo Neri: 92052810014

II Domenica D'AVVENTO: 4 Dicembre

Dal Vangelo secondo Matteo 3,1-12

In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!».

E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.

Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”.Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».

rifletti - commento

L'annuncio del Battista: il regno dei cieli è vicino
Tre annunci in uno:
a) esiste un regno, cieli nuovi e terra nuova, un mondo nuovo che preme per venire alla luce..
b) Un regno incamminato. I due profeti non dicono cos'è il Regno, ma dove è. Lo fanno con una parola calda di speranza "vicino". Dio è vicino, è qui. Seconda buona notizia: il Pellegrino eterno ha camminato molto, il suo esodo approda qui, alla radice del vivere, non ai margini della vita, si fa intimo come un pane nella bocca, una parola detta sul cuore portata dal respiro: infatti "vi battezzerà nello Spirito Santo", vi immergerà dentro il soffio e il mare di Dio, sarete avvolti, intrisi, impregnati della vita stessa di Dio, in ogni vostra fibra.
c) Convertitevi, ossia mettetela in cammino la vostra vita, non per una imposizione da fuori ma per una seduzione.
La vita non cambia per decreto-legge, ma per una bellezza almeno intravista: sulla strada che io percorro, il cielo è più vicino e più azzurro, la terra più dolce di frutti, ci sono più sorrisi e occhi con luce. Convertitevi: giratevi verso la luce, perché la luce è già qui. Infatti viene uno che è più grande di me. I due profeti usano lo stesso verbo e sempre al tempo presente: «Dio viene». Non: verrà, un giorno; oppure sta per venire, sarà qui tra poco. E ci sarebbe bastato. Semplice, diretto, sicuro: viene. Come un seme che diventa albero, come la linea mattinale della luce, che sembra minoritaria ma è vincente, piccola breccia, piccolo buco bianco che ingoia il nero della notte. Giorno per giorno, continuamente, Dio viene. Anche se non lo vedi, viene; anche se non ti accorgi di lui, è in cammino su tutte le strade.
È bello questo mondo immaginato colmo di orme di Dio. Isaia, il sognatore, annuncia che Dio non sta non solo nell'intimo, in un'esperienza soggettiva,
ma si è insediato al centro della vita, come un re sul trono, al centro delle relazioni e delle connessioni tra i viventi, rete che raccoglie insieme, in armonia, il lupo e l'agnello, il leone e il bue, il bambino e il serpente, uomo e donna, arabo ed ebreo, musulmano e cristiano, bianco e nero, russo e ucraino, per il fiorire della vita in tutte le sue forme. Dio viene. Io credo nella buona notizia di Isaia, Giovanni, Gesù. Lo credo non per un facile ottimismo. Il cristiano non è ottimista, ha speranza. L'ottimista tra due ipotesi sceglie quella più positiva o probabile. Io scelgo il Regno per un atto di fede: perché Dio si è impegnato con noi, in questa storia, ha le mani impigliate nel folto di questa vita, con un intreccio così scandaloso con la nostra carne da arrivare fino al legno di una mangiatoia e di una croce.

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