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CALENDARIO

ROSARI NEI VARI LUOGHI DELLA PARROCCHIA

Calendario nella pagina

ADORARE

Signore nostro Dio,

crediamo in te,

Padre e Figlio e Spirito Santo…

Signore mio Dio, mia unica speranza, esaudiscimi

e fa' sì che non cessi di cercarti per stanchezza,

ma cerchi sempre la tua faccia con ardore.

Dammi tu la forza di cercare,

tu che hai fatto sì di essere trovato

e mi hai dato la speranza di trovarti

con una conoscenza sempre più perfetta.

 

Davanti a te sta la mia forza e la mia debolezza:

conserva quella, guarisci questa.

Davanti a te sta la mia scienza e la mia ignoranza;

dove mi hai aperto ricevimi quando entro;

dove mi hai chiuso, aprimi quando busso.

Fa' che mi ricordi di te,

che comprenda te,

che ami te.

Aumenta in me questi doni,

fino a quando tu mi abbia riformato interamente.

 

Signore, unico Dio, Dio-Trinità,

sappiano essere riconoscenti anche i tuoi

per tutto ciò che è tuo

di quanto ho scritto in questi libri.

Se in essi c'è del mio,

siimi indulgente tu e lo siano i tuoi.

Amen.

S. Agostino

da: La Trinità, 15, 28, 51

CONFRONTARE

  • Solo gioia e concordia, unione e ordine dominano lassù. Il Padre conosce la generazione del Figlio, e il Figlio conosce il cenno del Padre. Il Padre accenna, il Figlio comprende, lo Spirito Santo esegue. Là non vi è divisione, perché vi è un solo dovere. Là non vi è confusione nell’unione, ma l’ordine più sublime. La loro unione non è confusione, la loro distinzione non è separazione. Il modo poi, in cui essi sono distinti e uniti, lo conoscono essi solo. Tu, rifugiati nel silenzio! (S. Efrem il Siro).
  • [Lo Spirito] è come una madre che insegna al proprio bambino a dire «papà» e ripete tale nome con lui, affinché lo porti all'abitudine di chiamare il padre anche nel sonno (Diadoco di Fotica).
  • La vita divina che si sviluppa nell’anima che ama Dio, non può essere altro che vita trinitaria. L’anima si dona all’essere trinitario e si abbandona alla volontà paterna di Dio che, per così dire, genera in lei nuovamente il Figlio. L’anima si fa una col Figlio e vorrebbe perdersi in lui, perché non vede altro che il Figlio. La sua vita si fa uno con lo Spirito Santo e diventa effusione dell’amore divino (S. Teresa Benedetta della Croce - Edith Stein).
  •  

SANTISSIMA TRINITA'

Dal Vangelo secondo Matteo 28,16-20

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

rifletti - commento

SULLA SOGLIA DELLA VITA

Ci sono andati tutti all’appuntamento sul monte di Galilea.

Tutti, anche quelli che dubitavano ancora, tutta la comunità ferita che ha conosciuto il tradimento, la fuga e perfino il suicidio di uno di loro…

Ma il maestro non li molla, e compie uno dei suoi gesti più tipici: si avvicinò. Si fa più vicino… Sono 40 giorni che parla del Regno e loro ancora non capiscono, eppure Gesù non si stanca di avvicinarsi e spiegare. È Dio che bussa alla porta dell’umano, e la porta dell’umano è il cuore. E se io non apro, “lui alla porta mi lascia un fiore” (Turoldo). So che tornerà, perché non dubita di me. Loro sì, dubitano, anche di se stessi. Ma i dubbi non hanno mai raffreddato il cuore di Dio. L’ultima, la suprema pedagogia di Gesù è così semplice: “avvicinarsi sempre, confortare e incalzare”, sussurrare al cuore, e soprattutto stare insieme a loro: io sono con voi, tutti i giorni, anche davanti alle porte chiuse, quando ti ingoia la notte e quando ti pare di volare.

E poi l’invio: andate in tutto il mondo e annunciate. Affida la fede e la parola di vita a discepoli che hanno un peso sul cuore, eppure: andate e battezzate, immergete ogni vita nell’oceano di vita. Fatelo “nel nome del Padre”: amore in ogni amore; “nel nome del Figlio”: il più bello tra i nati di donna; “nel nome dello Spirito”: vento che ci fa tutti vento nel suo Vento. I nomi che Gesù sceglie per dire la Trinità sono nomi di famiglia, di affetto, nomi che abbracciano. Perché Dio non è solitudine ma abbraccio, attrazione, incontro, connessione. Come tutti i dogmi, anche quello della Trinità non è un freddo distillato di concetti, ma contiene la sapienza del vivere, la sapienza ultima sulla vita e sulla morte. Ed è questa: in principio a tutto, nell’infinito del cosmo e nel minimo del cuore, in cielo come sulla terra, sta una comunione; all’origine, un legame. La Trinità è Dio che genera e presiede a ogni nascita. Infatti l’essere umano non è creato solo a immagine del Padre, ma anche a immagine del Figlio, volto alto e puro dell’uomo; e a immagine dello Spirito, respiro al primo Adamo. Non siamo semplicemente a somiglianza di Dio, ma di più, a immagine e somiglianza della Trinità, sapienza del vivere e del generare.

Allora posso finalmente capire perché sto bene quando sono con chi mi vuole bene; posso capire perché sto male quando sono isolato e senza legami: è la mia natura profonda che si esprime, è la nostra divina origine che reclama e domanda di respirare, di ritornare intera, nell’abbraccio: “ci si abbraccia per ritornare interi” (A. Merini).  Io sono con voi fino alla fine. Non dimentichiamo mai questa frase, non lasciamola avvizzire. Sarò con voi, senza condizioni e senza clausole, dentro le solitudini e dentro l’amore, nel dolore e nella felicità, a fare storia nella vostra storia. Per questo il vangelo è affidato a undici pescatori illetterati, che non hanno capito molto di Gesù, ma lo hanno molto amato. Piccoli su quel monte, ma abbracciati, dentro un calore, un respiro, un vento in cui naviga, senza più ansia alcuna, l’intero creato. Ermes Ronchi

VIVERE

  • Diventare segni della Trinità: come sposi, come famiglia siamo chiamati a vivere e testimoniare la comunione e l'amore delle Tre Persone divine.
  • Questa comunione e questo amore sono simboleggiati e riassunti nel segno della croce che faremo con particolare attenzione:
  • iniziando e concludendo la giornata: fare tutto nel nome della Trinità;
  • iniziando il pasto familiare per ricordarci che siamo ospiti della famiglia celeste.

ROSARI

SAN GIOVANNI: 8,30 tutti i giorni

SAN GIUSEPPE: 17,45 tutti i giorni (dal Lunedì al Venerdì)

MADONNA DI LORETO: 20,45 tutti i giorni

SAN ROCCO: 20,30 tutti i giorni

MADONNA DELLA NEVE: 20,30 solo il Giovedì

RICARDESCO: 20,30 tutti i giorni

PIAZZA ROSSETTI:  20,30 tutti i giorni

CASA DI NAZARETH: 17,30 dal Lunedì al Venerdì

SAN MARTINO: 20,30 tutti i giorni

La Chiesa torinese affida alla misericordia del Padre don Daniele Bortolussi, di anni 61, deceduto nella tarda sera di mercoledì 8 maggio 2024 all’ospedale Mauriziano di Torino dove era stato ricoverato pochi giorni prima per un malore improvviso.

Don Daniele era nato il 3 gennaio 1963 a Torino ed era stato ordinato il 10 giugno 1995.

Era attualmente parroco a S. Francesco di Sales in Torino (dal 2015), moderatore dell’Unità Pastorale 5 – S. Paolo (dal 2016) e membro del Consiglio Presbiterale (dal 2007). Dal 2016 era inoltre assistente ecclesiastico diocesano dell’U.C.I.D. Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti – Torino.

Nel corso del suo ministero presbiterale, don Daniele ebbe numerosi incarichi. Subito dopo l’ordinazione fu vicario parrocchiale a S. Giovanni Maria Vianney in Torino (1995-1998) e a S. Giovanni Battista in Ciriè (1998-2000) e, ancora, collaboratore parrocchiale ai Santi Pietro e Paolo Apostoli di Santena (2000-2001). Successivamente divenne parroco a S. Giovanni Battista in Sciolze (2001-2005) e a S. Pietro in Vincoli a Rivalba (2001-2005).

Quindi, per dieci anni dal 2004 al 2014, fu direttore Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro e, dal 2012 al 2015, membro della Commissione regionale di Pastorale Sociale e del Lavoro. Nello stesso periodo ricoprì l’incarico di direttore dell’Opera diocesana Madonna dei Poveri – Città dei Ragazzi a Torino (2009-2014), membro di Consiglio della Fondazione “Don Mario Operti” (2004-2013), membro del Progetto Policoro Piemonte (2012-2018) e membro del Consiglio Pastorale diocesano (2002-2012).

Al termine dell’incarico di direttore PSL in Curia, divenne parroco ai Santi Cosma e Damiano in Borgaro Torinese (2014-2015) e, contemporaneamente, prestò servizio come assistente religioso presso la Casa di Riposo Casa Mia – Orpea di Borgaro (2014-2015).

Dal 2016 al 2023 riprese l’attività di consulente per l’Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro e dal 2018 assunse anche l’incarico di delegato arcivescovile per il Gruppo Assistenti Spirituali delle Aggregazioni Laicali.

Tra gli altri servizi, don Daniele fu consigliere ecclesiastico provinciale del C.I.F. Centro Italiano Femminile – Torino (2013-2015) e assistente ecclesiastico regionale del Gruppo Aderenti alla Fondazione “Centesimus Annus – Pro Pontifice” (2016-2022).

Addio a don Giacomo, il parroco della città dei D'Oria per quasi tutti gli anni Settanta. Giacomo Alessio si è spento giovedì 2 maggio, all'età di 85 anni, a villa Grazia.

Il ricordo della moglie

Così lo ricorda la moglie Tina: «Mio marito era la terra e il cielo, amava le persone. Ha aiutato tutti, era un'anima bella, come poche ce ne sono nel cosmo. Siamo stati sposati per quarantadue anni e abbiamo sempre abitato a Cirié, amandoci e rispettandoci a vicenda».

La vita

Don Giacomo, originario di Sommariva Don Bosco, ha fatto il suo ingresso pastorale nel 1972 nell'allora parrocchia di San Giovanni. I parrocchiani l'avevano accolto con grande fervore. Il sacerdote era entrato nel cuore della gente che partecipava a ogni iniziativa allestita, comprese le gite. Fu proprio in una queste ultime che scoccò la scintilla con Tina. Un amore talmente grande da spingerlo a rinunciare alla tonaca da prete per l'amore di una donna, all'età di 43 anni. Correva l'anno 1981 e a una piccola comunità come quella di Cirié sembrò un sacrilegio che un parroco rinunciasse alla sua vocazione per un amore terreno, dopo nove anni di guida pastorale. Ritornato allo stato laicale, Giacomo lavora per cinque anni come animatore del Gruppo Abele, al fianco di don Luigi Ciotti. Quindi svolge il mestiere di agente di vendita d'auto. Per anni ha svolto volontariato alla residenza per anziani Il Girasole di Cirié e alla Caritas di via Lanzo.

Due lutti di chi ha guidato spiritualmente la nostra comunità, in anni diversi; in modi diversi. A Dio Fratelli e Amici

PROPOSTE CANTI

               Donazioni

Parrocchia: IT27K0306909606100000060715

Caritas:      IT32O0306909606100000060719

Fondazione Villaggio della Carità ETS:

IT50Z0608530380000000022802

C.F. dal Villaggio della Carità 92058650018

C.F. CASA NAZARETH; 07213260016;

C.F. ASD Oratorio San Filippo Neri: 92052810014

CF parrocchia Santi Giovanni Battista e Martino 83000350013

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